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Su Avvenire di martedì 30/06/2026, l'articolo sull'AI della Presidente Nardulli

Segnaliamo l'articolo pubblicato su "Avvenire" di oggi, martedì 30 giugno 2026, che esprime il pensiero della nostra Presidente Nardulli su: "l'IA nasce dal linguaggio dell’uomo. E all’umano deve ricondursi".

Afferma la Presidente: "è il primo passo della campagna informativa pubblica che abbiamo avviato, grazie a Confcommercio, per diffondere il nostro "Verbo". FEDERLINGUE sta procedendo spedita nel tessere relazioni, contatti e collaborazioni istituzionali, accademiche e professionali per sensibilizzare l’opinione pubblica sul valore del nostro operato di linguisti.

Riportiamo qui di seguito il testo dell'articolo:

L'IA nasce dal linguaggio dell’uomo. E all'umano deve ricondursi

30.6.2026. L'enciclica Magnifica humanitas ha posto con forza una domanda che riguarda il futuro della persona e del lavoro. Il Governo ha appena riconosciuto nella formazione la base della strategia nazionale sull'IA, in coerenza con l'AI Act europeo. È un passo importante.

Come afferma Papa Leone XIV, gli strumenti normativi sono necessari, ma «la questione non si esaurisce nella regolamentazione». Non basta porre limiti, prevenire abusi o saper usare nuovi strumenti. Occorre formare persone capaci di comprendere questi strumenti e governarli.

Ma quali persone e quale formazione?

Dal nostro osservatorio dei servizi linguistici vediamo che gli LIm (Large language models) nascono dal linguaggio e dal sapere prodotti dall'umanità. I contenuti generati, però, non possiedono esperienza, coscienza, né responsabilità. Possono quindi risultare imprecisi, appiattiti o distorti e, se riutilizzati nell'addestramento, allontanarsi dal sapere umano originario. Sono indispensabili, a valle, il controllo, la correzione degli errori e l'assunzione di responsabilità; ma conta ancora di più l'intervento a monte: nella preparazione dei contenuti, nella valutazione dei risultati, nei feedback volti a migliorare i sistemi, per ridurre il rischio linguistico e culturale.

È qui che diventano essenziali i saperi umanistici.

La filosofia interroga i fini; la storia ricostruisce i contesti; la linguistica distingue significati e intenzioni; la traduzione custodisce le differenze tra lingue e culture; la comunicazione valuta gli effetti delle parole sulla società.

Sono competenze che devono entrare nella progettazione e nella supervisione dei sistemi, dialogando con quelle tecniche. La vera "pietra filosofale" non è un algoritmo più potente, ma l'alleanza tra competenze tecnologiche, umanistiche e professionali.

C'è allora un paradosso: proprio mentre abbiamo più bisogno di competenze umanistiche, molti giovani non scelgono o abbandonano questi studi. Occorre spiegare loro che, con l’automazione dei compiti più ripetitivi, crescerà il bisogno di figure capaci di unire cultura, conoscenze di settore e capacità di lavorare con l'IA e i suoi sviluppatori.

Chiediamo quindi un investimento nazionale stabile: formazione sull'IA fin dalla scuola primaria, aggiornamento continuo dei docenti e apprendimento permanente per lavoratori, professionisti, Pmi e persone da riqualificare. A questo scopo occorre coinvolgere gli esperti di cultura, linguaggio e comunicazione nella definizione dei programmi e in una campagna pubblica di informazione e orientamento.

"In principio era il Verbo". L'Intelligenza artificiale nasce dal linguaggio e dal sapere prodotti dall'umanità e a essi deve sempre ricondursi. A orientarla servono persone formate, consapevoli e capaci di senso. Sono loro a dover guidare questa trasformazione, perché l’IA rimanga davvero al servizio dell'uomo, nel pieno spirito della Magnifica humanitas.

Adele Nardulli

Presidente Federlingue

Confcommercio

Categoria: News
Tipologia: Dalle associazioni